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Presentazione Protocollo di Intesa

Finalmente ce l abbiamo fatta! Ecco il video che vi spiegherà il protocollo di intesa che abbiamo creato.

Guardatelo e condividetelo il più possibile.
Oltre AIKM-RD, IKMF e KMG, siamo felici che è entrata a far parte anche KMI Gabi Noah.

Summer Camp 2016

 

Summer Camp 2016

SUMMER CAMP 2016

Sabato 11: 10.00-15.00 STAGE
(mezz’ora di pausa pranzo) 

15.30-20.00: Esami di cintura e istruttore 

21.00: cena
Domenica 12: 10.00-15.30 STAGE
(mezz’ora di pausa pranzo)
PREZZI:
2 giorni affiliato FEKM/AIKM: 60.00€
1 giorno affiliato FEKM/AIKM: 50.00€
2 giorni non affiliato: 70.00€
1 giorno non affiliato: 60.00€

Gli esami sono accessibili solo a chi partecipa
 allo stage del Sabato

PERCHE’ PARTECIPARE AL WINTER CAMP AIKM-RD?
Per migliorare e approfondire il programma tecnico FEKM-RD, dalla cintura gialla alla cintura nera.
Perché lo stage è valido per iniziare il corso istruttori riconosciuto dalla Federazione Europea di Krav Maga-Richard Douieb
Perché ognuno lavorerà sulla propria cintura per 10 ore, seguiti da istruttori diplomati da Richard Douieb
Perché sarete certi di conoscere il Krav-Maga originale

Lo Stage è aperto a tutti coloro che sono interessati a conoscere il Krav-Maga targato FEKM-RD. Praticanti e non di arti marziali, sport da combattimento, o provenienti da altre federazioni di Krav-Maga.

WWW.ASSOCIAZIONEITALIANAKRAVMAGA.COM
aikm.rd@gmail.com +39 340 7573100

“La mia vita a stretto contatto con il Krav Maga”

Il Krav-Maga in ebraico significa “combattimento corpo a corpo” ed e’ un sistema di difesa personale israeliano, creato da Emrich (Imi) Lichtenfeld (esperto boxeur e lottatore) verso la metà degli anni 40. Il tutto si basa su alcuni semplici principi: semplicità, efficacia, istintività, movimenti naturali del corpo e nessuna regola. Nasce come addestramento militare, ma viene adattato ai civili verso metà anni 60, con un programma tecnico preciso, per far sì che tutti, uomini, donne, di qualsiasi corporatura o età, potessero imparare a difendersi in diverse circostanze.

Il Krav-Maga si suddivide in due fasi: la difesa personale dove si studiano le tecniche per consentire di difendersi dagli attacchi a mano nuda, contro armi bianche e da fuoco e il combattimento corpo a corpo dove si impara in modo rapido ed efficace la neutralizzazione di un aggressore. E’ molto adatto alle donne, perché non si sfrutta la forza, ma movimenti naturali del corpo, ad esempio colpi alla gola, agli occhi e sempre ai genitali, questa è una delle cose basilari del sistema, colpire nelle zone “deboli” del corpo. Altro punto importante è la fase del combattimento, per far sì che la persona sia allenata mentalmente a colpire un aggressore e ad essere colpiti, così evitando che il cervello si blocchi nel caso che si riceva uno o più colpi.

Abbiamo incontrato Giacomo Taddei che ha fatto del Krav Maga una filosofia di vita.

Giacomo come ti sei avvicinato a questa disciplina?
“Pratico Krav-Maga dal 1998, dal 2004 sono responsabile per l’Italia della Federazione Europea di Krav-Maga e direttore tecnico nazionale dell’Associazione italiana Krav-Maga. Ho il diploma di maestro di Krav-Maga rilasciatomi da Douieb e sono cintura nera 3° Dan di Krav-Maga Fekm-Rd. Pratico arti marziali dal 1987 e insegno a tempo pieno Krav-Maga. Sono cintura nera 4° dan di Ju Jitsu, e dal 1988 al 2002 ho vinto 29 gare tra nazionali e internazionale nel Ju Jitsu, nella Kick Jitsu e nella Kick Boxing. Inoltre ho partecipato a 3 campionati del mondo di ju jitsu (due a Orlando in Florida e uno in Italia) vincendone uno nel 2002. Sono stato ai vertici del Ju Jitsu nazionale e internazionale per 15 anni.
Ora insegno all’Hejo Dojo in via Salmi 1 al Picchianti”.

Come si svolge una lezione?
“Si parte con 30 minuti di riscaldamento intenso (resistenza, flessioni, addominali, velocità) per poi passare a 30 minuti di combattimento o lavoro con i pao (colpitori). Dopo, un’altra mezz’ora di tecniche, ognuno è diviso a gruppi a seconda della propria cintura. Infine stretching finale”.

Chi frequenta i corsi?
“AI miei corsi partecipano, uomini e donne di tutte le età, ragazzi (dai 14 anni in poi), oltre che militari, poliziotti, provenienti dai reparti speciali. Collaboro con l’Accademia militare Navale di Livorno ed ho tenuto corsi all’interno della base Nato di Camp Darby per 2 anni, e per 5 anni consecutivi al reparto operativo delle GdF di Trieste”.

Come lo insegni il Krav-Maga?
“Seguo la linea diretta del Krav-Maga, quello insegnato da Imi. Non mescolo con altre discipline perché il mio scopo è quello di far conoscere ed insegnare il Krav-maga attraverso la versione più fedele, conservando lo spirito, la logica e le tecniche da lui create, anche perché le tecniche sono state studiate e create per far si che siano affacci al 100%. Piuttosto che promuovere l’approccio aggressivo del Krav-Maga, promuovo il sistema come inizialmente era insegnato; come “Arte Marziale”, in questo modo gli studenti imparano questo il sistema con la mentalità giusta, quella della difesa personale”.

Hai una persona da ringraziare se sei arrivato fin qui?
“Tutto questo è grazie agli insegnamenti del mio Maestro, Richard Douieb, di cui sono allievo diretto dal 2002 e rappresento in Italia dal 2004. Douieb, nato a Gerusalemme, è stato allievo diretto di Imi per 24 anni, è cintura nera 5° Dan di Krav-Maga, è il pioniere del Krav-maga in Europa. Fu incaricato da Imi a rappresentare in Europa dal 1987, ed è il presidente della Federazione Europea di Krav-Maga, che ad oggi è la più grande al mondo, conta oltre i 15.500 iscritti”.

Da Qui Livorno 20.11-2014

Il guru del Krav Maga prende il 3° Dan

Il maestro Giacomo Taddei incanta Parigi. Saverio Grossi promosso cintura nera.

LIVORNO. Ottimo risultato ottenuto dal direttore tecnico nazionale della associazione italiana Krav-Maga, Giacomo Taddei e da Saverio Grossi, all’appuntamento per passaggi di “Dan” tenutosi a Parigi nei giorni scorsi e promosso dalla Federazione Europea di Krav-Maga. L’esame ha visto Taddei fregiarsi del 3° Dan, l’unico in Italia della prestigiosa federazione e la promozione a cintura nera (la prima in Italia della Aikm) di Saverio Grossi, allievo di Taddei, maestro nome conosciuto nell’ambito delle arti marziali livornesi e nazionali e che tiene i suoi corsi giornalieri alla palestra Hejo Dojo in via Salmi a Livorno.

L’esame presieduto dalla Commissione tecnica internazionale e sotto l’occhio vigile ed esperto del fondatore della federazione, il maestro Richard Douieb (allievo diretto del fondatore del Krav-Maga, Imi Lichtenfeld) ha messo a dura prova la concentrazione, la preparazione fisica e tecnica dei due atleti livornesi, protraendosi per svariate ore.

Grande soddisfazione per le congratulazioni espresse a Taddei dal direttore tecnico europeo Steve Schmitt e dallo stesso Maestro Douieb al termine dell’esame. Lode anche per la promozione a cintura nera di Grossi, che insegna allo “Sport Combat” in via Firenze a Livorno. Contentezza anche all’interno dell’Accademia Navale dove entrambi gli atleti insegnano questa disciplina.

Da Il Tirreno 12.3.2014

Addio officina e lavoretti noi apriamo il nostro Dojo

Emanuele e Giacomo si sono dati da fare e hanno realizzato il loro sogno: un centro di arti marziali che è anche palestra di vita per grandi e piccini

LIVORNO. Miyamoto Musashi, il più grande spadaccino giapponese della storia, nel concetto di “Hejo” racchiude tutti i precetti per adottare la strategia migliore per raggiungere lo scopo, nel combattimento così come nella vita. E si deve partire da qui per raccontare la storia di Giacomo Taddei ed Emanuele Bozzolani, amici da una vita, che insieme hanno dato vita all’Hejo Dojo.

«Non è una palestra – racconta Bozzolani – ma appunto un dojo: qui le persone non si mettono in gioco solo dal punto di vista fisico, anche la mente viene coinvolta. Si cerca una conoscenza più approfondita dell’Io attraverso le arti marziali e non solo, al fine di incanalare energie positive e affrontare più efficacemente le negatività della vita. Per questo curo molto la meditazione: in modo da allenare la ricerca della concentrazione e la consapevolezza delle proprie capacità».

Sono concetti estremamente radicati in Emanuele, e ci tiene a sottolinearli prima di raccontare la sua scelta di vita: la sua strategia, appunto, per re iniziare una nuova stagione, e affrontare le difficoltà nel mantenere una famiglia ai tempi della crisi.

«L’arte del combattimento è nella mia natura, fin da bambino mi sono sempre cimentato nelle varie discipline delle arti marziali – continua Emanuele, tre volte campione del mondo di kickboxing, ct nella specialità point fight – finita la carriera agonistica, ho iniziato ad allenare i bambini nel ju jitsu, con sempre in tasca il sogno di aprirne un mio dojo».

Ma ottenere un finanziamento dalla banca, si sa, non è mai facile. Ed è qui che è entrata in gioco la strategia di Emanuele. «Io e mio padre – racconta – siamo sempre stati bravi ad aggiustare i motori delle barche. Cinque anni fa abbiamo aperto un’officina: funziona bene e così mi sono creato le credenziali per coronare il mio sogno. Le difficoltà sono sempre tante, ma qui mi sento realizzato: stiamo creando un posto dove non si cura solo la preparazione fisica, le persone quando escono di qua devono avere qualcosa in più anche in altri aspetti».

«Ci piace andare oltre rispetto al classico concetto di palestra – gli fa eco il suo amico e socio Giacomo – stiamo allestendo un laboratorio ludico didattico aperto tutto il giorno per i bambini, e con gli adulti cerchiamo di organizzare diversi momenti per stare insieme: cene, gite ed escursioni».

Anche Giacomo un lavoro ce l’aveva: agente di sicurezza in un centro commerciale. E nonostante di questi tempi chi ha un lavoro se lo tenga ben stretto, la sua strategia per la felicità l’ha portato a lasciare le certezze per unirsi a Emanuele.

«Il lavoro di prima – dice senza troppi giri di parole – lo facevo solo per soldi. Anch’io – racconta – ho combattuto e insegnato in varie specialità, e la mia indole mi ha riportato qua, sui tatami».

La strategia per Giacomo, invece, è più semplice, ed è racchiusa nella disciplina che insegna: il krav- maga, tecnica di combattimento di origine israeliana dove lo scopo è aver ragione dell’avversario nel minor tempo possibile, colpendolo nelle zone meno protette e più sensibili.

«È una disciplina adatta a tutti – commenta Giacomo, che è responsabile della federazione europea krav-maga in Italia – sia a chi vuole tenersi in forma, a chi si occupa di sicurezza per lavoro e a chi vuole sentirsi più sicuro, uomo o donna».

Krav-maga, ju jitsu e kickboxing, per grandi e piccini, agonisti e non: l’appuntamento è in via dei Salmi 1, al Picchianti.

Da il Tirreno 22.9.2013

Vi insegno l’arte marziale degli agenti segreti Giacomo Taddei, il maestro livornese del Krav Maga: «Un’arma micidiale, ma solo per difendersi»

LIVORNO. Se ne sta seduto a gambe incrociate sul tatami della sua palestra, cranio rasato e pizzo curato, tuta da ginnastica, tee shirt bianca e un vistoso tatuaggio colorato sul braccio destro. Con il sorriso ampio e sereno e gli occhi castani dolcissimi e mobilissimi racconta la sua storia. Giacomo Taddei è un maestro di Krav Maga, l’arte marziale di origine militare israeliana utilizzata dai più efficaci body guard e i più preparati agenti segreti di tutto il mondo. “Tutto è cominciato – inizia così il suo racconto il livornese classe ’76 – quando da bambino guardando alla tele il cartone Judo Boy, con un calcio volante mi partì una ciabatta e ruppi un bicchiere di cristallo, allora i miei genitori decisero di farmi allenare in una palestra, altrimenti avrei demolito tutta la casa”. Inizia con il ju-jitsu e da lì è una carrellata di successi, fino ai traguardi più importanti, la cintura nera del 1994, tante Coppe Italia e la partecipazione ai tre mondiali (uno vinto nel 2002 in America). Dal 1998 l’inizio con il Krav Maga, l’arte marziale israeliana, che lo vede impegnato fino ad oggi nell’importante carica di Direttore Tecnico Nazionale per Italia all’interno della Federazione Europea Krav Maga. La palestra dell’Associazione Italiana Krav Maga Richard Douieb ha sede a Livorno in via Salmi. “Il Krav Maga – ci spiega Giacomo – è un’ arte marziale dalla valenza sia militare che civile, la sua disciplina è dotata di una tale miscela esplosiva di aggressività istantanea da poter essere letale”. “Bene, – e qui il bravo ragazzo e il grande atleta vengono fuori all’unisono con grande decisione – ma non è questa la caratteristica che ci interessa di questo sport, ci tengo a sottolinearlo, bensì quella civile, quella legata all’autodifesa e alla crescita fisica e etica della persona”. “Da noi, – continua – nella nostra palestra, sotto la mia guida, arriva gente di tutte le estrazioni sociali e di tutte le età, donne e bambini dai quindici ai settanta anni, che vengono per curare la propria forma fisica e per per sfogare quegli istinti aggressivi che allora sì, potrebbero essere, in ogni caso, pericolosi, nella vita di tutti i giorni. Niente bulli o perditempo quindi, nella mia palestra durano solo un giorno o due.

Le arti marziali in genere, e tra queste anche il Krav Maga, seppur traendo origine da ambienti militari, hanno in comune, come scopo più importante, quello di insegnare alle persone come difendersi in maniera efficace in caso di pericolo o di aggressione. Così cerco di far uscire dai miei corsi persone più in salute, più calme e sicure, non tralasciando di trasmettere i valori etici dell’ideatore della Krav Maga, Imi Lichtenfeld, i quali sono onestà, non aggressività, umiltà, rispetto per i compagni e per gli istruttori.” La professionalità e l’esperienza acquisita da Giacomo Taddei nella carriera agonistica di lottatore di Krav Maga è frutto di numerosi anni di allenamento, di seminari e di incontri e di “tante botte – dice con un mezzo sorriso – un ginocchio sfatto e meno male niente di più grave, no niente di veramente grave”. In palestra niente botte ma tanto duro lavoro e esercizio, assieme al maestro di kick boxing Emanuele Bozzolani che tiene corsi di ju-jitsu per bambini, MMA per adulti e meditazione. “Nella nostra palestra non vengono esaltati, ma questo non credo si possa scrivere…” e il suo sorriso si allarga ancora di più, mostrando come anche dietro un’apparenza da bullo possa celarsi talvolta tutto il contrario.

 

Da il Tirreno
22.2.2013

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